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ComDominium: una Serie di Storie.  

La Fiction.

UNA PRODUZIONE

Dnart The Movie

REGIA DI
Federico Micali

SCRITTO DA
Cosimo Calamini

Andrea Barsacchi

UN SOGGETTO

ORIGINALE DI

Gio Ciardulli

Prima Serie 2018/2019

link al website con tutti gli episodi della prima serie: ComDominium: una Serie di Storie

In passato abbiamo applicato spesso ai nostri progetti varie metodologie espressive - edutainment, advergaming, infotainment - che potessero ben miscelare l’aspetto informativo e promo-commerciale alla suggestione ludica e di intrattenimento. Abbiamo sempre creduto che il “mezzo audiovisivo”, nelle sue varie forme - televisivo, cinematografico, multimediale, digitale - e nei suoi vari generi - fiction, docufilm, sit-com - è lo strumento più diretto, immediato e completo di comunicazione e da qui è scaturita una nuova forma di linguaggio e di struttura di contenuti che noi abbiamo battezzato: BRAND-COM.

Brand-Com: Branded Comedy.

Brand-Com nasce come struttura narrativa che presenta una serie di storie, ispirate alla commedia di interazione emotiva e sociale. Essa è caratterizzata da situazioni e dialoghi di genere umoristico, in cui specifici prodotti si possono inserire come soggetti co-protagonisti, più o meno principali, all'interno della trama, diventando molto di più di un semplice «product placement».

Questa operazione favorisce il coinvolgimento dell'utente in un rapporto emotivo con ciò che vede e di conseguenza tende a sviluppare un legame positivo con il marchio. In questa prospettiva, non è più il marchio che entra nel prodotto audiovisivo, ma è l'azienda che si associa ad un contenuto editoriale creato ad hoc per promuovere il brand, senza un esplicito invito all'uso o all'acquisto del prodotto in oggetto.

 

Il brand ha generalmente la sua apparizione solo nel finale, avvalorato dalla presenza funzionale e non commerciale del prodotto nell'arco della narrazione. Il prodotto non è mai associato al brand, ma ha vita autonoma nell'economia della trama e degli eventi rappresentati. Ecco così che questa formula permette di risolvere un problema di comunicazione di brand e prodotti, perché propone un approccio innovativo che va oltre l'informazione tecnica o pubblicitaria, spesso inserita in contesti ibridi allo scopo di catturare maggiormente l'attenzione. 

Il Concept.

 

Ecco allora che, pensando all’applicazione di questo nuovo linguaggio abbiamo individuato un “luogo comune” che potesse essere il trade d’union oltre che tra le varie situazioni e storie, anche tra i vari prodotti e marchi presentati: IL CONDOMINIO Il condominio è la realtà più diffusa e più conosciuta in merito al concetto di abitazione.  
Chi non ha avuto almeno una volta nella vita un'esperienza all'interno di un condominio?  
Questo accomuna la maggior parte delle persone, che possono trovare elementi di condivisione ed identificazione seguendo le storie. Comdominium propone contenuti d'intrattenimento collegati al settore dell'edilizia, dell'architettura e del design. Si rivolge a due target specifici: 

✓    Gli addetti ai lavori del comparto edilizia, architettura, design

✓    Gli utenti generici/privati

Per gli addetti ai lavori, questo tipo di comunicazione presenta i prodotti in modo più immediato e non tecnico.  Il linguaggio tecnico è destinato ad altri tipi di comunicazione ed in questo contesto rischierebbe di ostacolare la fruibilità del messaggio. Qui è proposta la rappresentazione del prodotto/marchio, la sua immagine,  in linea con operazioni di branding e di posizionamento. 
Per gli utenti generici, vale ugualmente un approccio obliquo al prodotto con un linguaggio immediato, e inoltre, per chi conosce il prodotto, qui lo può trovare in una versione innovativa che permette una lettura diversa.

Il Format.

Il format prevede la realizzazione di episodi auto-esaustivi, della durata di max 4’, che si svolgono tutti all’interno di un immaginario condominio. Questo condominio, come indicato in precedenza, ha una serie di luoghi preposti allo svolgimento delle varie storie: appartamenti, attici, soffitte, mansarde, garages, giardini di proprietà, balconi e terrazze, tetti. All’interno di questi spazi agiscono vari personaggi/attori con caratterizzazioni e storie individuali. Le storie si svolgono all'interno di un condominio immaginario.   Nelle varie storie compariranno, perciò, situazioni legate al rapporto con la fisicità strutturale, come imbiancatura, arredamento, ristrutturazione, che daranno lo spunto per sviluppare dialoghi e riflessioni di carattere emozionale, esistenziale, sociale in una chiave umoristica. I personaggi che popolano il condominio sono tutti caratterizzati da una loro precisa identità. In linea con lo stile della commedia, ognuno di loro presenta caratteristiche accentuate, che, pur essendo comunemente diffuse, vengono però espanse fino al limite del non comune.   Il condominio è quindi un edificio. Un edificio è un luogo di accoglienza delle persone. 
Le persone hanno la loro personalità che determina i personaggi. 

La Regia: Federico Micali.

Federico Micali, regista fiorentino classe 1971, prima dell’esordio cinematografico con L’Universale ha realizzato molti film documentari che hanno avuto un’ampia diffusione anche in sala oltre che televisiva ed anche editoriale. A partire dal primo film doc Genova Senza Risposte, girato da filmmaker insieme a Teresa Paoli e Stefano Lorenzi durante il G8 di Genova del 2001 e distribuito nei cinema da Gianluca Arcopinto come uno dei primissimi casi di documentario girato con tecnologia digitale leggera e trasferito in pellicola 35 mm.

Il film su Genova ha inaugurato una serie di lavori strettamente connessi con tematiche legate alla globalizzazione, ai suoi effetti e ai movimenti di contrasto: tra questi Firenze Città Aperta, girato insieme a Note dal Basso al Social Forum Europeo del 2002 e distribuito in allegato editoriale, Nunca Màis, il film sul disastro ecologico della petroliera Prestigie in Galizia e i cortometraggi Saharawi, La Nostra Terra e Lungarno.

Nel 2007 ha scritto e girato 99 Amaranto, film documentario su Livorno e il suo riflesso nel calcio fuori dagli schemi di Cristiano Lucarelli, e due anni dopo Cinema Universale d’Essai, sulla storica e anarchica sala cinematografica fiorentina, presentato in anteprima al Festival dei Popoli del 2009.

L’Ultima Zingarata è invece allo stesso tempo un cortometraggio presentato a Festival di Venezia nel 2010, e un documentario che racconta la surreale messa in scena di un nuovo funerale per il Perozzi di Amici Miei e che vanta la partecipazione di Mario Monicelli e Gastone Moschin.

L’Universale è il suo primo film: una commedia frutto di un lungo lavoro di scrittura e produzione (con L’Occhio e La Luna), passato attraverso i riconoscimenti di film di interesse culturale del Mibac e di Regione Toscana, fino alle riprese di ottobre 2014. 

È socio fondatore della società di produzione L’Occhio e La Luna e, come avvocato, dello Studio Legale Associato Media specializzato anche in tematiche connesse con il diritto d’autore e dello spettacolo.

Ha tenuto per molti anni corsi di cinema presso la Scuola di Cinema Anna Magnani di Prato e presso il carcere La Dogaia di Prato. Ha sperimentato negli anni varie forme di espressione video a partire dal mediattivismo di Indymedia nei primi anni 2000, per realizzare, oltre ai lavori citati, anche videoclip, spettacoli teatrali, web series (Lettere Italiene), videoinstallazioni e cortometraggi di taglio documentaristico/giornalistico per testate web.

http://federicomicali.it/

La Fotografia: Alessandro Zonin.

Filmaker film dalla prima giovinezza in cui esplora il mondo Super8 e 16mm, Alessandro inizia l’attività professionale nel 1986 come cameraman in una tv locale della sua città. Da subito si fa notare per la sua competenza tecnica e, in virtù delle numerose proposte che riceve, nel 1988 decide di dedicarsi a questa attività in qualità di libero professionista. Lavora per varie strutture di produzione sia a Verona che a Milano, Bologna, Roma e Firenze.

Nel 1988-1989 frequenta il laboratorio di cinema “Ipotesi Cinema”, il laboratorio cinematografico voluto e diretto dal maestro Ermanno Olmi.

Nel 1990 sente la necessità di specializzarsi ad alto livello in Fotografia Cinematografica e per questo si trasferisce negli USA per seguire i corsi tenuti da grandi maestri. E’ quindi allievo del premio Oscar Vilmos Zsigmond ASC (Il Cacciatore-Incontri ravvicinati del terzo tipo-Le streghe di Eastwick-Sugarland Express-The Rose-Black Dahlia), del premio Oscar Billy Williams BSC (Il vento e il leone-Gandhi-Sul lago dorato) e di Rob Draper ACS (The Spiftfire grill-Tales form the darkside-Dr. Giggles).

Terminata l’esperienza negli USA ritorna in Italia e prosegue la sua attività di Direttore della fotografia: realizza in questa veste numerosi lavori per marchi tra i quali annoveriamo:

Citterio, Sensodyne, Mattel, Hasbro, Sony, Fornarina, Vodafone, Comedy Channel, RTL 102.5, Sky Cinema, P&G, Sorrisi e canzoni TV, Donna Moderna, Fisher Price, Paglieri, Disney, Lube

Ha collaborato con case di Produzione come:

Cinestudio, Chocolat, Nemo, Little Bull, Milonga, Duo Art Film, ITV Movie, EFC, Giostra Film, Albatros, Fandango, Zodiak.

La sua grande passione resta comunque il cinema: realizza la fotografia di numerosi film sia di lungo che di cortometraggio per registi quali Max Croci, Paolo Doppieri, Manolo Turri, Roberto Totola, Rita Colantonio, Roger Anthony Fratter, Sebastiano Montresor, Chiara Pacilli, Laura Chiossone, Jerry Calà e Beniamino Catena.

Inoltre, cura la fotografia di numerosi videoclip musicali per artisti come Roy Paci, Paolo Bragaglia, Extrema, Francesco Facchinetti, Marlene Kuntz, Mariadele, Valeria Rossi, Negrita.

Dal 2005 entra a far parte di AIC, l’Associazione Italiana Autori della Fotografia Cinematografica: nel 2015 ricopre il ruolo di Vice Presidente.

E’ un esperto di tecnologie digitali pur avendo costruito la propria professione sulle solide basi della pellicola tradizionale, della quale è profondo conoscitore: sua è, tra l’altro, la riproposizione (nel 2002) del glorioso formato Techniscope-2P rivisitato in chiave digitale. Questa idea è sfociata in un brevetto, datato appunto 2002, denominato “Digital2P”, diversi anni prima che majors come Kodak, Arri e Aaton muovessero nella stessa direzione.

In anni recenti ha realizzato in qualità di regista alcuni cortometraggi (Senza ombra di dubbio/2008-Solo di passaggio/2010-Nel bunker degli angeli /2012) che gli sono valsi numerosi riconoscimenti e premi in vari festivals sia in Italia che all’estero, dove occasionalmente si trova a lavorare per produzioni pubblicitarie e videoclip musicali.

https://www.alessandrozonin.com/

La Sceneggiatura: Cosimo Calamini.

Cosimo Calamini (Firenze 1975) è laureato in lettere a Firenze e diplomato in sceneggiatura presso il Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma. Lavora come sceneggiatore di cinema e fiction (Mar Nero, I Delitti del Barlume, L’Universale, L’Età Imperfetta, Un Giorno All’Improvviso) e di film - documentario (Tra due Terre, L'Isola Analogica, Non Tacere, Scorie in Libertà, Looking for Negroni). È autore anche di numerosi documentari per Rai Storia, History Channel e RAI3 (Sfide, Storia Proibita, Passato e Presente, Sono Innocente). Con Garzanti ha pubblicato i romanzi: Poco più di niente (vincitore premio Feudo di Maida), Le Querce non fanno limoni (finalista al Premio Chianti) e Il Mare Lontano da Noi.  

... e Andrea Barsacchi.

Nato e cresciuto a Portoferraio, capoluogo dell'Isola d’Elba da cui ha tratto molte atmosfere e spunti, Andrea Barsacchi ha studiato teatro sotto la guida di Barbara Nativi e Silvano Panichi nella Scuola Laboratorio Nove di Firenze. In seguito si è trasferito a Roma dove, dopo alcune esperienze come attore, ha iniziato la sua avventura come sceneggiatore di fiction e altri lavori destinati al pubblico della televisione.

Alcuni protagonisti: attrici ed attori.